Pensiero della sera a mezzo fra Lori e Linda
Lori: Oggi siamo stati al Toscana Village siamo entrati dentro la foresta piena di alte palme e zone allagate, sotto la vegetazione si intravedevano le casette più o meno belle ma per la maggior parte diroccate tutte molto umide perché ……
Linda : in questi giorni mangiamo tante bananine… mi chiedo se fanno stitichezza … se in cinque giorni mangi due bananine al giorno , che fanno dieci … secondo te fanno male ? … che ti ridi , devo stare in pensiero ?
Lori : no , avevo solo altri pensieri in questo momento …. Si , in effetti “murano” un po’!
Che “botti” ragazzi!!
Mi piacciono molto i temporali estivi che esplodono all’improvviso con toni e lampi, ma quelli tropicali non li avevo mai visti.
Telefonata a casa….passeggiatina serale e poi torniamo al Rosary Convent con Cristina. Molto bello comincia a piovere ….Niente paura due gocce d’acqua, e calda pure. Qui fa caldo ed è molto umido e stare sotto la pioggia è piacevole.
Sta infittendo, .. il primo tuono .. e ancora più forte .. dobbiamo correre e più, più,..più forte….corri, corri. Cavolo, siamo completamente zuppe!! Corriamo in camera a cambiarci ci aspettano per la cena. Valeria e Valentina sono rimaste là al baracchino del telefono. BOOOOOOM!!! Cavolo che botta.. QUASI UNA BOMBA….MA è IL DILUVIO. Viene come le FUNI , direbbero i nostri vecchi!! BOOOOM e poi STRABOOOM Un fulmine sopra di noi … il boato e poi il BUIO ASSOLUTO: e’ saltata la corrente.
Siamo rifugiate in camera come facciamo ad uscire nel cortile per andare a cena, gli altri saranno preoccupati per noi.
Andiamo, la pila il K-way , proviamo???
Davanti alla porta un fiume che con quel buio ignoriamo, quindi ci saltiamo dentro io e la Cristina, l’acqua a mezza gamba, una ciabatta decide di lasciare il mio piede e se ne va via con la corrente, cerco di acchiapparla mentre un fulmine illumina tutto il cielo, le palme le siepi e me…..aggiro correndo la casa e scappo dentro di corsa lasciando una scia di acqua dietro di me.
Si sono accese le luci di emergenza , siamo di nuovo zuppe….manca ancora qualcuno all’appello ma è stato …un vero temporale TROPICALE…..BELLISSIMO!!!
Un saluto a tutti da Lori molto felice!!
Racconto di un’avventura di Valentina e Valeria con la collaborazione di Luciano per la stesura.
Ore 19.30. piove. Manca mezz’ora alla cena e, in caso di ritardo ci aspetta il “cazziatone” con tanto di punizione “lavaggio piatti”. È l’unica mezz’ora libera della giornata per poter raggiungere l’immondo lurido baracchino con la cabina telefonica stile anni ’30 “SDT ISD” (sigla incomprensibile), ma che ci consentiva il collegamento con i nostri cari in Italia. Nonostante la calda pioggia ci accingiamo a raggiungerlo. Il prode Lamberto ci aveva riempito di consigli paternalistici “ma in do vu andae co i kappawei? Bisogna adattarci allo stile indiano: se piove, Ci si bagna, tanto l’è carda!”. Incuranti dei suoi consigli pensiamo bene di fidarci del nostro buon senso e ci incamminiamo con il nostro impermeabile. E fin qui tutto bene. Arrivate al baracchino troviamo la Lori intenta ad osservare curiosa il venditore preparare una foglia con sopra una poltiglia bianca non ben definita “what is this? Cocco?” e l’uomo ridendo sotto i baffi “ yess!” la Lori presa dal dubbio “it need for Energy?” “oh yes” solo in seguito ci venne spiegato da Ivan che era bolo, la droga dei poveri. Intanto esce Cristina alla cabina telefonica in preda a grossi lacrimoni, non sappiamo bene se fossero dovute dal puzzo, dai dolori di pancia e dagli strizzoni oppure dalle emozioni provocate dal sentire i suoi familiari. Se ne vanno raccomandandoci di non fare tardi. Intanto la pioggia iniziava ad aumentare fino a che si tramutò in un vero e proprio TEMPORALE TROPICALE. Mentre Valeria cercava di fare pubblic relation con il venditore (..o spacciatore?) io (Valentina) ero rinchiusa nella asfissiante cabina telefonica, le gocce di pioggia cadevano sulla lamiera del baracchino come sassi di fiume. Io, impegnata nella mia conversazione, non mi accorgevo del turbinio dell’acqua che si stava rovesciando a Palluruthy Vhelly. Ad un certo punto un fragore simile bomba atomica ha scosso la cabina e mi sono resa conto che sarebbe stato il caso di interrompere la chiamata. Staccando mi giro verso Valeria completamente sbiancata. Osserviamo il venditore che, totalmente a suo agio nonostante le gocce d’acqua che cadevano sui fili della corrente provocando un rumore simile a quello della racchetta elettrica ammazza zanzare, chiudeva le saracinesche del baracchino lasciandoci in uno spazio così esiguo che non ci passava neanche un’acciuga. Di colpo un altro fulmine e la luce se ne andò. PANICO. Cercando la torcia che fortunatamente avevamo con noi, illuminiamo il venditore che accende la luce di emergenza. Senza accorgercene ci ritrovammo ostaggi di questo gentil signore il quale, per salvaguardare la nostra incolumità, non ci permetteva di andarcene. Per intrattenere il tempo in questo imbarazzante (e allo stesso tempo pauroso) momento pensiamo bene di assaggiare le patatine al mango verde piccante. Pessima idea. Intanto le 8 erano passate e pensavamo che il cazziatone non ce lo levava nessuno. Così, dopo 10 minuti ci facciamo coraggio, ci incappucciamo nei nostri k-way e ci facciamo alzare la saracinesca, ignare del torrente che ormai invadeva la strada. Dopo il primo passo fuori dal baracchino affondiamo i nostri piedi in 15/20 centimetri di acqua melmosa e, prese da una risata isterica iniziamo a correre come due galline starnazzanti impazzite seguendo un’andatura a zig-zag nel bel mezzo della strada nel tentativo di evitare i fulmini che cadevano come saette illuminando la strada e il cielo con bagliori straordinari. Non sapendo dove camminare il nostro “panico isterico” veniva inoltre incentivato dai clacson dei veicoli che cercavano di percorrere la strada ostacolati dalla nostra presenza. Eravamo derise da tutti gli indiani nei paraggi sia da quelli che camminavano con disinvoltura con l’OMBRELLO (!) sia da quelli che, a riparo lungo le tettoie dei negozi che costeggiavano la strada si godevano beatamente lo spettacolo. Rendendoci conto che arrivare al convento sarebbe stata un’ardua impresa (a meno che l’avessimo affrontata a nuoto) abbiamo intrapreso la saggia decisione di fermare un risciò, impresa più difficile di quello che credevamo. Nessuno voleva fermarsi, tra i risciò dominava il caos. Finalmente un’anima buona impietosita decide di caricarci. A quel punto capimmo che non saremmo morte in India fulminate, non adesso e non così giovani e solo più tardi scoprimmo il perché: le suore preoccupate stavano pregando per noi. La punizione per il ritardo non ci fu assegnata tanta era stata l’apprensione che avevano avuto per noi. Solo Valeria fu “punita” da questa esperienza. Il panico l’aveva talmente scossa che al momento del pagamento del risciò capì fifty anziché fifteen ( e meno male che lei sapeva l’inglese!!) lasciando così ben 35 rupie di mancia al fortunato autista.
Grazie, grazie davvero a tutti voi che ci fate vivere emozioni così belle e intense, ci fate sentire più vicini e ancora più invidiosi (sempre in senso buono).
RispondiEliminaContinuate così siete stupendi. Un abbraccio ed un saluto a tutti e un bacio a Andrea S. e Petra.
ciao a tutti! Volevo informarvi che Sandro Ventura è partito stamattina per raggiungervi a Cochin...insomma da un monsone all'altro monsone...Vi faccio tanti auguri per una buona continuazione e vi mando tanti saluti dalla patria che sprofonda...(qui siamo meno preparati!)Ciao,Daniela Schneider Ventura
RispondiEliminaRagazzi ho letto un pò delle vostre avventure.....mi sembra di aver capito che PIOVE, sa la cosa vi può aiutare anche da queste parti l'acqua non manca.
RispondiEliminaSono sicuro che non sarà certo un temporale che vi metterà in difficoltà, vi auguro divertimento e "sole" sicuro che di questa esperienza ne farete tesoro e vi aiuterà a capire la differenza fra il necessario e il superfluo.
Saluti a tutti in particolare alla Daniela
Daniela, mi raccomando fai tante foto.
Ciao a tutti
complimenti a chi ha attivato e scrive su questo blog..a volte la rete serve!!sono molto emozionata nel leggere di voi e da voi, mi ritaglio un momento e leggendovi mi immagino come possa essere. so che, nonostante le difficoltà ad adeguarsi a realtà così diverse dalla nostra, porterete via con voi le cose più importanti, le sensazioni e le emozioni che vi accompagnano ogni giorno. non dimenticate di ascoltarle sempre..
RispondiEliminaun mega abbraccio a tutti
lucia la marmellataia
Vale sono mamy,molto simpatico il racconto ma hai scazzato i verbi:tutti non uno.Ah ah ah!|
RispondiEliminaCiao ciao cai cai
torna a scuola!
Per Lori: allora mammina come và?? vedo che vi divertite.bello vero?quanto vorrei tornarci mi fate tornare alla mente tanti ricordi di un mese intenso trascorso là...Quanto tornerete vi sembrerà tutto superficiale e apprezzerete cose che prime neanche consideravate...Questo è il bello!!!godetevi questa bella esperienza noi siamo qui ad attendere notizie!!SAlutami la Vale.BAci.Agnese
RispondiElimina