continuo del precedente scritto di Sandro..

BASAGLIA IN INDIA? SI PUO’ FARE, MA….

….Ma bisogna tenere presente che l’Italia non è l’India, e che l’India non è l’Italia… sembra una banalità, e magari lo è, ma è facile dimenticare che l’Italia è l’unico paese dell’occidente (e magari anche dell’oriente) senza manicomi. In Italia nessuna rivoluzione ha avuto successo, solo quella che ha fatto chiudere i manicomi, e questo non è un caso (forse perché tutta l’Italia è un manicomio a cielo aperto… basta vedere i nostri politici…).

Tornando al nostro 4° passaggio in India, ed in particolare alla giornata dell’uscita e della trasferta con gli internati e gli operatori del Settlement, non si può dire che sia stato un grande successo. Ma neanche un insuccesso… insomma una via di mezzo, come quasi tutte le esperienze della vita, da cui, se ne siamo capaci, si può tirare fuori qualche utile insegnamento.

Prima di tutto, si deve stare attenti al significato diverso che possono avere le stesse parole per i diversi contraenti. Questo può aiutare ad evitare penosi fraintendimenti (come è bella l’espressione inglese di misunderstanding…), che rischiano di degenerare in conflitti e fallimenti. Quando, ad esempio, si parla di fare una gita lunga, bisogna stare attenti a chiarire che ciò non significa dovere stare 6 ore in autobus, e soprattutto non doverci fare stare i poveri internati del settlement, che vanno in gita una sola volta all’anno, quando noi riusciamo a farli uscire, in barba a regole e protocolli consolidati. Del resto non mi sembra che loro abbiano sofferto troppo del lungo tragitto. Erano troppo occupati a godersi l’uscita.

C’è poi da dire che noi italiani siamo abituati a cambiare (anche troppo) facilmente un programma, quando ci accorgiamo che questo si rivela troppo impegnativo o gravoso. Chi ha a che fare con anglosassoni o tedeschi, sa bene che un qualsiasi programma, anche banale, una volta stabilito, ha una sacralità che lo rende irrinunciabile, e non si può cambiare, se non per gravissimi motivi. La nostra flessibilità è impensabile in India, dove il formalismo ritualistico di una civiltà plurimillenaria si è consolidato nei quasi 200 anni di dominazione e oppressione inglese, in cui i valori principali (dopo i guadagni derivanti dallo sfruttamento della popolazione locale) erano quelli di law and order. E così non ci si poteva aspettare che George, il direttore del settlement, potesse cambiare il programma, una volta stabilito. Tanto più che lo aveva comunicato ai media locali, e non poteva sfigurare.

Inoltre, per George, gita lunga, significa veramente lunga, che vuol dire sei ore, almeno, di autobus.

Ed anche le suore indiane non potevano mediare più di tanto fra due mentalità e culture e linguaggi così distanti. Toccava soprattutto a noi chiarire fino in fondo con George i tempi ed i modi della gita. L’anno prossimo saremo certo più capaci di confrontarci sui programmi.

Se poi, sugli autobus, gli uomini erano rigidamente separati dalle donne, non dobbiamo scandalizzarci, perché per gli indiani funziona così. Il mondo degli uomini e quello delle donne è molto più distante che da noi, tanto più in un manicomio.

Lo stesso vale per i rigidi controlli e la messa in fila indiana degli internati del settlement durante la gita, che ci hanno così infastidito…Per quanto riguarda i modi bruschi, quando non violenti, che abbiamo riscontrato in alcuni operatori indiani, con i pazienti che non stavano in riga, non ci dobbiamo scandalizzare. Come ci siamo detti fra noi in India, anche alcuni operatori nostri si comportano in modo poco professionale, pur avendo maggiore formazione e maggiori opportunità.

Se poi il Direttore è molto nervoso e teso, bisogna capirlo, perché è la prima volta che esce dal manicomio. E poi non sappiamo cosa gli può succedere se capita qualche guaio… Lì i manicomi funzionano come da noi 60 anni fa. Probabilmente è il magistrato che controlla tutto. E non credo che il direttore George abbia voglia di perdere il suo lavoro, o magari rischiare di finire in gattabuia.

Per noi, rischiare nel nostro lavoro è una prassi consolidata (come ci ha insegnato Basaglia), altrimenti non faremmo le pazzie di andare in India o in Cina con i nostri grupponi. Credo che nel mondo siamo gli unici abbastanza (sanamente) folli per fare cose del genere. Non ci possiamo aspettare che anche gli altri siano pronti a correre dei rischi, che per noi sembrano minimi o scontati, ma per loro rappresentano un grande sforzo.

Comunque, malgrado tutte le difficoltà, ho un buon ricordo di quella giornata, e credo che lo abbiano anche i nostri partners indiani, ed anche le suore. Il paesaggio alla diga di Peeche era molto bello, e la vista sul fiume, sulla foresta, sulle colline era stupenda. Ed anche la partita di pallastrada era molto divertente, anche se un po’ breve.Sono sicuro che l’anno prossimo sarà tutto più facile e divertente.

Per concludere, una citazione.

“Tutti gli esseri seguono la loro natura. A cosa serve la coercizione? Lo stesso saggio agisce secondo la propria natura.”

Bhagavat Gita, canto III, v. 33

ULTIMO POST DALL'INDIA! :(

Cari lettori del blog,
stasera e' una serata malinconica, stiamo per partire.
abbiamo appena finito di cenare e le suore ci aspettano nel salone per la festa di "addio", con balli, canti e tanti lacrimoni!! poco tempo per finire la valigia e poi via, verso l'aeroporto per il rientro in patria.
in questo lungo viaggio avremo molto tempo per riflettere e rielaborare le emozioni vissute.
da un lato non vediamo l'ora di riabbracciare i nostri cari, ma dall'altro siamo tristissimi di dover lasciare questo paese stupendo!!!!! capiteci...
ciao a tutti
buona notte.. ci vediamo a prato!

VIAGGIO IN LAGUNA

RACCONTO DI ANDREA S., DORA, PETRA (MEZZA DORMIENTE) E VALENTINA.

Oggi dopo una lunghissima e faticosa giornata ci siamo radunati intorno ad un tavolo del ristorante indiano.

La giornata è cominciata molto presto, dopo la solita colazione a base di chapati, bananine e biscotti siamo partiti per la gita in laguna con le HOUSE BOAT e un senso di pace interiore ci ha uniti.

Per salire a bordo abbiamo dovuto attraversare un ponticino fatto di vari di pezzi di legno marci cigolanti e poco rassicuranti(per intenderci stile indiana jones).

Saliti a bordo alcuni di noi sono saliti al piano di sopra iniziando a scattare foto a GO-GO mentre andrea s. al piano di sotto contrattava con l’indianino (non si sa bene in che lingua) per farsi mettere la musica tunz tunz a palla!

La gita è stata piacevole e rilassante, abbiamo visto paesaggi stupendi tutti coronati da palme di cocco che riflettevano sull’acqua creando un effetto incantevole. Di tanto in tanto trovavamo nel bel mezzo della laguna indiani solitari nelle loro barchette che ci salutavano curiosi e sorridenti, donne che lavavano panni coloratissimi sbattendoli con forza sulle pietre.

Sopraffatti da un atmosfera cosi piacevole Lamberto preso dal ritmo della musica ha iniziato a muovere il bacino battendo le mani e a sua volta la Linda, timida, ancora seduta e rossa come una banana indiana comincia a muovere le spalle dando inizio cosi alle danze. Anche la Dora scende in campo con movimenti sensuali e ondeggianti molto coordinati e a ritmo, accompagnata da Cristina al sentire la musica non riesce a trattenersi.

Per finire in bellezza all’orizzonte guizzando dall’acqua spuntano I DELFINI INDIANI, che meraviglia! Solo Alessio e Andrea P., presi da un abbiocco profondo si sono persi lo spettacolo (CHI DORME NON VEDE I PESCI!!) e una volta svegli, increduli dell’avvenimento, non credevano alle nostre parole. Poveri sciocchi. C’erano eccome!

Sperando di essere riusciti a trasmettervi un momento del nostro viaggio vi auguriamo la buona notte.

PENSIERI DELLA SERA by Lori

Siamo quasi alla fine, sto rimettendo in ordine queste giornate intensissime, in questo momento della sera , l’unico per rilassarci un po’, penso alle emozioni positive e più leggere perché per quelle forti, ma forti davvero ci vuole un po’ di tempo un po’ di riflessione e anche un po’ di rielaborazione perché non sono cose che nel nostro “piccolo mondo “ nonostante le durezze quotidiane, alcune particolari situazioni sembrano superate, o perlomeno io non ci sono mai entrata in contatto . Ma nonostante tutto , anche nelle situazioni più povere e più drammatiche ,la dignità supera ogni qualsiasi aspetto: In questa parte di mondo, dove ancora le donne si adornano con ghirlande di fiori di gelsomino profumatissimo, e si mettono l’olio nei capelli neri come i corvi che gracchiano tutto il giorno, per renderli lucidi e morbidi, pare che la vita deve essere vissuta profondamente e per questo si ringrazia ogni giorno, con devozione o un Dio Indu o Dio Cristiano o un Dio Musulmano. La pazienza e l’attesa sono altre due caratteristiche di questa gente che mi colpisce e anche la facilità a sorridere ogni volta che ci incontriamo con lo sguardo in qualsiasi luogo e situazione ci troviamo.
Oggi è stata una giornata spassosissima, la prima da veri turisti ,abbiamo iniziato con una splendida gita in una House Boath sulla splendida laguna partita Da Ernakulam da dove eravamo arrivati con un’autobus affollatissima. Nonostante fosse nuvoloso e i colori non risaltassero la laguna era bellissima e sono state due ore di vero relax con la musica indiana “a palla” che ci ha accompagnato dall’inizio alla fine. Abbiamo ripreso l’autobus per il Rosary Convent e lì il vero spasso, siamo capitati in un’autobus con un “men driver” che si è intestardito di intraprendere una gara di velocità con un altro bus. Schiacciati come sardine fra 100 donne coloratissime nei loro vestiti noi signore e altrettanto schiacciati nell’altra metà dell’autobus con i maschi i nostri maschi, abbiamo oscillato a destra e sinistra per gli slalom intrapresi da questo scellerato, e abbiamo dato spettacolo con i nostri commenti da bravi italiani a voce alta mentre gli indiani a parte il controllore che sembrava un invasato, stavano tutti zitti zitti e dignitosamente oscillavano a destra e a manca senza fiatare anzi sorridevano e tentennavano le loro testoline nel loro abituale modo di fare.
Questo il primo round, la sera tutti al ristorante indiano a mangiare dopo gli acquisti compulsivi, e anche qui siamo stati l’attrattiva non solo degli indiani ma anche degli altri turisti, e poi a casa con RISHO, ne abbiamo presi 5 e sotto la consueta pioggia serale, c’è stata un ulteriore gara di velocità, con sorpassi, slalom, urli, risatone, un vero spasso!!!
Buonanotte e baci a tutti!!!
LORI

CONSIDERAZIONI VARIE by Sandro

“L’UOMO CHE A QUESTI CONTATTI NON SI TURBA, CHE RESTA SALDO ED EQUANIME NELLA GIOIA E NELLA PENA, COSTUI …. SI RENDE DEGNO DELL’IMMORTALITA’”
BHAGAVAD GITA CANTO II V.15

E’ COSI’ UN PO’ PER TUTTI NOI, CHE CITROVIAMO IN CONTATTO CON TANTE SITUAZIONI PENOSE E TANTE PERSONE SOFFERENTI, E FACCIAMO UN GRANDE SFORZO PER USCIRE DAL NOSTRO PICCOLO MONDO ABITUALE, MOLTO PROTETTO E PRIVILEGIATO, ALMENO NEGLI ASPETTI MATERIALI, PER CONFRONTARCI CON QUESTA REALTA’ COSI’ DIVERSA E LONTANA.

MA NEGLI ANNI VEDO CHE L’ESPERIENZA MIGLIORA, CHE PERMETTE DI FARE MENO BRUTTE FIGURE, DI CAPIRE MEGLIO QUESTO POPOLO, COSI’ POVERO DI COSE MATERIALI, E RICCO DI POESIA, SENTIMENTI E VITALITA’.

I BAMBINI HANNO UNA CAPACITA’ DI SORRIDERE E DI COMUNICARE, CHE DA NOI HANNO PERSO O STANNO PERDENDO.

LA GENTE SOPPORTA LA POVERTA’, E ANCHE LA MISERIA, CON DIGNITA’ E SPERA COMUNQUE DI POTER MIGLIORARE, NELLA FIDUCIA CHE PER LE PROSSIME GENERAZIONI LA VITA SIA MIGLIORE DI ADESSO. ESATTAMENTE ALL’OPPOSTO DI NOI, CHE CI CHIUDIAMO NELLA PAURA DI PERDERE I NOSTRI PRIVILEGI E VANTAGGI ACQUISITI COL SACRIFICIO DELLE GENERAZIONI CHE CI HANNO PRECEDUTO.

IL PRIMO ANNO CHE ABBIAMO FATTO QUESTA ESPERIENZA SONO RIMASTO SCONVOLTO PER ALCUNI MESI, PUR ESSENDO ABBASTANZA ABITUATO AL CONTATTO CON PERSONE SOFFERENTI E SITUAZIONI DIFFICILI.

UNA DELLE COSE CHE MI AVEVA PIU’ COLPITO ALLORA, ERANO QUEI POVERETTI CHE, CHIUSI PER ANNI NEL SETTLEMENT (MANICOMIO) DI PALLURUTHY, SI INCHINAVANO AL NOSTRO PASSAGGIO, E VENIVANO A BACIARCI I PIEDI.

PER FORTUNA OGGI, ALLA QUARTA ESPERIENZA DI IMPEGNO NEL SETTLEMENT, LE PERSONE INTERNATE, SI RAPPORTANO IN MODO MOLTO DIVERSO, E CERCANO CON NOI UNO SCAMBIO MOLTO PIU’ PARITARIO.

LA COSA CHE MI HA DATO PIU’ PIACERE E COMMOZIONE IN QUESTI GIORNI, E’ STATO IL CANTO DI UN GIOVANE CHE SI CHIAMA (FORSE) GIGAL ED E’ INTERNATO ALMENO DA QUATTRO ANNI. E’ INCAPACE DI USARE GLI ARTI INFERIORI, GRAVEMENTE ATROFIZZATI, E PER SPOSTARSI, PROCEDE A QUATTRO ZAMPE, TRASCINANDOSI DIETRO LE GAMBE. PER NON ROVINARSI LE MANI, USA UNA SPECIE DI CIABATTE FATTE SULLA MISURA DELLE SUE MANI, SULLE QUALI RIESCE A FARSI FORZA E AD AVANZARE NEL SUO DIFFICILE CAMMINO. GLI ABBIAMO REGALATO LE “TABLA”, I DUE TAMBURI TRADIZIONALI DELLA MUSICA INDIANA. ACCOMPAGNANDOSI CON LA TABLA, HA CANTATO IN MODO MERAVIGLIOSO DUE CANTI DI RINGRAZIAMENTO A DIO, CON UNA VOCE ALTA E MOLTO MELODIOSA. E’ STATO UN MOMENTO INDIMENTICABILE.

DOMANI SAREMO IMPEGNATI IN UNA GITA CON ALCUNI INTERNATI IN QUELLA SPECIE DI LAGER. NON SARA PER NIENTE SEMPLICE, MA NON PER I PROBLEMI CON LE PERSONE ALLE QUALI L’INIZIATIVA E’ RIVOLTA, CHE DI SICURO SE LA GODRANNO, IN UN MODO O IN UN ALTRO, MA PER LA COMPLESSITA’ DEI RAPPORTI ISTITUZIONALI. SONO MOLTO CURIOSO DI VEDERE COSA SUCCEDERA’. SARA’ PRESENTE ANCHE IL NUOVO SINDACO DI COCHIN, CHE SONO MOLTO CURIOSO DI CONOSCERE. SPERIAMO SIA ALTRETTANTO BRAVO COME LA SIGNORA CHE LO HA PRECEDUTO, MA HO QUALCHE DUBBIO. SPERO SOLO CHE NON LA FACCIA TROPPO LUNGA, E DIA LA POSSIBILITA’ A QUEI POVERETTI DI USCIRE AL PIU’ PRESTO DAL SETTLEMENT.

VI SALUTO TUTTI,
SANDRO
ci scusiamo con tutti se non vi abbiamo dato notizia del rientro dal viaggio a Kolayad (jungla). La sera siamo tornati tardi e non c'e' stato verso di venire sul blog; ieri allo stesso modo, abbiamo avuto una giornata molto impegnata..
comunque stiamo tutti bene, ed ecco per voi altri scritti..

PARTITA DI CALCIO INTERNAZIONALE


Dopo una lunga ed estenuante attesa, arriva finalmente la partita di calcio tra il nostro gruppo e la squadra rappresentante la St. Dominics School.
il calcio d'inizio e' scattato alle ore 16 locali di ieri pomeriggio.
questa la formazione ospite:
n 1: Luciano
n 3: Alessio
n 17: Lamberto
n 13: Ivan
n 20: Martino
n 14: Marcela
n 9: Silvia
n 10: Andrea
n 8: Rudy
n 0: Albero (ruolo: immobile)

formazione locale non disponibile..

Prima di cominciare si e' visto lo scambio dei doni del Comune di Prato e della St. Dominic School.
Dopo il calcio d'inizio le squadre sembrano equivalersi, da una parte i giocatori indiani che corrono come dannati ma peccano sul lato tecnico; dall'altra il team italiano che, viceversa, mette in mostra una tecnica nettamente superiore ma lascia a desiderare sulla condizione fisica.
La partita si sblocca alla meta' del primo tempo, quando un retropassaggio errato da parte della difesa indiana libera Andrea, che furtivamente ruba palla e insacca alle spalle dell'incolpevole portiere asiatico. Sembra che la partita prenda una piega favorevole agli italiani, che sentendosi al sicuro mollano un po' il ritmo, subendo i contropiedi avversari, i quali si fanno pericolosi con una serie di diagonali che mettono in mostra la grande agilita' felina e i riflessi dell'ottimo portierone Luciano! Il primo tempo si chiude con il bel raddoppio di Andrea, che sfruttando un passaggio filtrante del neo entrato Ivan, batte per la seconda volta il portiere con un diagonale chirurgico. All'intervallo, il team italiano e' esausto, visto il clima equatoriale. Il mister Luciano bacchetta i suoi, rimproverandoli di fare troppa "accademia" e di cercare cose piu' semplici e concrete.
La squadra locale sembra non risentire del clima e della stanchezza, dovranno cercare di essere piu' decisivi nella fase finale dell'azione.
Comincia il secondo tempo con le squadre reintegrate dalle ottime limonate, offerte dalle suore del Rosary Convent, da far invidia ai migliori staff calcistici a livello mondiale.
Questa frazione di gara segue la falsariga della prima, le due formazioni si equivalgono.
La palla finisce nuovamente nella rete locale, quando, dopo una mischia in area, capita tra i piedi di Martino che con un intelligente colpo di tacco, sorprende il portiere e sigla la terza rete italiana.
Alla squadra locale rimane solo il tempo per segnare il goal della bandiera, grazie ad una buona incursione di uno dei loro, che batte il portierone azzurro.
il match si conclude 1 a 3, tra gli applausi del pubblico e gli abbracci tra i giocatori in campo; simbolo di una grande amicizia e di fair play.

NOTE: da sottolineare la buona prova del giocatore indiano marcatore per quanto riguarda i locali.
da evidenziare le buone prove di Marcela e Silvia che si sono battute con coraggio; di Rudy che si e' dimostrato un mastino a centrocampo; di Alessio che si e' imposto nel gioco aereo; di Martino per la corsa e l'invenzione sul colpo di tacco; di Andrea per la solita freddezza sotto porta; di Ivan per freschezza e l'ariosita' prestat alla squadra grazie alle sue veloci giocate; ed un dovuto riconoscimento ai due "anziani" del gruppo, Luciano e Lamberto, che nonostante l'eta' da pensionati, si sono dimostrati all'altezza dei piu' giovani.

IL GRUPPO SECONDO MARTINO

LA COMBRICCOLA DELLE “INDIE”

E CHI SONO?????

RUDY: “ la coop sei tu..” un vero gentlboy sempre attento e disponibile con tutti … unico e meraviglioso il suo completino bianco per la notte … grande amicone di Alfio e di tutti noi.

LUCIANO : un vero “caporale “ sul cantiere tanto da far rendere al massimo le potenzialità della sua squadra di imbianchini … unico per passione ed amicizia …

ANDREA S. : un vero leone in gabbia! Mai fermo un momento , la mattina al canto di mustafà lui è già partito, cammina cammina … e cammina ma quanto cammina… lodevole la sua capacita autodidatta per diventare un buon fotografo … fermati ogni tanto .

LINDA: di buona forchetta la fanciulla!! La cupola di spaghetti a pranzo non se la fa mai mancare, qualche incomprensione sugli orari indiani, simpatica la risata …

LORI: malarone ??? no grazie!!! Il talento delle figlie infermiere la mette in difficoltà … ma lei non demorde anzi somministra … l’occhio materno è di grande aiuto per il gruppo … basta dimenticare zaini e bagagli LORI!!!!!!!!!!

CRISTINA : Finalmente!!!!! Tuoni fulmini e saette ce l’hanno fatta a massacrare quel dispettoso diavoletto di un virus che ci stava fregando la Tacconi; uscita dall’incubo del water è di nuovo della combriccola, più forte e sorridente di prima …

ALFIO: tutta Cochin ha ormai smascherato la sua frase in codice : “…vado in camera…” indirizzata all’ amico “compagno coop” con il quale andava in missione su nell’attico all’aperto a prendere un po’ d’aria lontano da occhi indiscreti … attento e discreto, riesce a “farsi sentire” nel gruppo …

BETTI : finalmente qualcuno che sa AMARE la scuola … ispirata dal motto “armiamoci e partiamo” dipinge banchi,acquista ed impreziosisce la biblioteca, dispensa utilissimi consigli alle colleghe indiane … tenace e battagliera, sarebbe rimasta con noi …

DANIELA : ci è voluta l’India per vederla lavorare,pennello in mano ha dimostrato di avere grandissimo talento … prima ad alzarsi dal letto la mattina e suonare la carica a tutti …

DORA: mette a disposizione del gruppo tutta la sua passata esperienza indiana, tranquilla e serena … elegantissima quando veste in abito indiano.

SILVIA: peperina la fanciulla della quinta A … non si tira certo indietro quando c’è da fare … spirito dinamico e grintoso … metterà quasi sicuramente a disposizione della Polisportiva Aurora le sue note capacità pallavoliste … evviva!!!!!!

MARCELA : finalmente ha iniziato a mangiare, la cucina indiana non la spaventa più … offesa di tanto in tanto dai dispetti dei suoi due compagni di classe, che la definiscono un po’ permalosa, ma la ritengono dolce e carina … credici …

ANDREA : l’India gli è entrata nel cuore, si muove come in quel di Galceti anzi meglio, riesce a dispensare preziosi consigli a tutti, attende con trepidazione la partita internazionale di calcio per mettere in mostra le sue giocate sopraffine non molto apprezzate in patria..ammirevole e sorprendente la determinazione che ha per il suo futuro nella scuola di recitazione romana … unico difetto quella maglietta a strisce nerazzure che mostra a tutti …

ALESSIO : detto PAOLO per gli amici, grande cuore VIOLA, una rarità di questi tempi. Il bucato è diventato il suo forte ( a differenza dell’amico che da tre giorni ha lasciato i panni sporchi sul lavandino in attesa che passi qualcuno…) è un piacere avere giovani così nella combriccola…non ti sciupare!!!!

LAMBERTO : dopo aver vinto ovunque nei vari Circoli Arci ( e forse anche MCL) pratesi, ha dato sfoggio a partite di “ventuno” di ineguagliabile intensità e valore anche qui in terra straniera … amante incantevole della cucina indiana … spiccano sopra le altre le sue qualità oratorie e teatrali … anima e cuore “allegro” del gruppo.

VALERIA : la più giovane tra i giovani, unica e quindi esemplare rappresentate del famigerato Datini, diventata famosa e contagiosa la sua PSICOSI DA PIDOCCHIO che la costringe a spendere parte dei suoi averi per vari shampi salva-riccioli, inconfondibili le sue colorate canottierine (non sempre gradite) …immancabile.

VALENTINA : che fortuna ! gli è ritoccato per la seconda volta il gran viaggio …ottima la sintonia con Valeria con la quale condivide soprattutto il suo disturbo da parassita, preoccupata soprattutto per le sue originali ed ambite treccine che potrebbero essere un ottimo camper per quegli odiosi animaletti … la sua simpatia si contraddistingue per il suo sempre presente “solare” sorriso.

MARTINO : impossibile non notarlo anche questa volta, instancabile imbianchino volante,sempre pronto con la sua “affettuosa presa di giro”, in notevole difficoltà con i clacson indiani che lo alterano assai… riscopre il fascino dell’India …

PETRA : inconfondibile il suo stile durante le ore di lavoro con i pennelli ed i colori, sfoggia un simpatico ed elegante cappellino che ne fa una vera “gentilfanciulla”… fantastica la sua capacità di tenere a freno il suo “ giovin compagno”.

GIULIANO : e chi l’avrebbe mai detto? Venuto fin qua insieme alla combriccola …Energico ed instancabile nella “turchese” pittura di letti e tavoli .. un po’ meno con “l’ocra” dei muri … ottimo conoscitore del pop italiano da farne uno dei primi vocalist del gruppo …

IVAN : o Ivano o meglio l’ indiano, gran conoscitore di tutto ciò che ci circonda, ci lascia incantati per il racconto di tutte le sue esperienze … artista della telecamera e gradito insegnante della macchina fotografica, sempre a disposizione paziente di tutta la banda … adesso in Italia c’è qualcuno di speciale che lo aspetta, pronto a ripartire con lui per un nuovo “grande viaggio” …

SANDRO : ben arrivato(in nottata) !!! La combriccola aveva bisogno del suo talento artistico…Porterà tranquillità e saggezza a tutti noi …



LAVORO AL SETTLEMENT

Pensiero della sera a mezzo fra Lori e Linda

Lori: Oggi siamo stati al Toscana Village siamo entrati dentro la foresta piena di alte palme e zone allagate, sotto la vegetazione si intravedevano le casette più o meno belle ma per la maggior parte diroccate tutte molto umide perché ……

Linda : in questi giorni mangiamo tante bananine… mi chiedo se fanno stitichezza … se in cinque giorni mangi due bananine al giorno , che fanno dieci … secondo te fanno male ? … che ti ridi , devo stare in pensiero ?

Lori : no , avevo solo altri pensieri in questo momento …. Si , in effetti “murano” un po’!

Che “botti” ragazzi!!

Mi piacciono molto i temporali estivi che esplodono all’improvviso con toni e lampi, ma quelli tropicali non li avevo mai visti.
Telefonata a casa….passeggiatina serale e poi torniamo al Rosary Convent con Cristina. Molto bello comincia a piovere ….Niente paura due gocce d’acqua, e calda pure. Qui fa caldo ed è molto umido e stare sotto la pioggia è piacevole.

Sta infittendo, .. il primo tuono .. e ancora più forte .. dobbiamo correre e più, più,..più forte….corri, corri. Cavolo, siamo completamente zuppe!! Corriamo in camera a cambiarci ci aspettano per la cena. Valeria e Valentina sono rimaste là al baracchino del telefono. BOOOOOOM!!! Cavolo che botta.. QUASI UNA BOMBA….MA è IL DILUVIO. Viene come le FUNI , direbbero i nostri vecchi!! BOOOOM e poi STRABOOOM Un fulmine sopra di noi … il boato e poi il BUIO ASSOLUTO: e’ saltata la corrente.

Siamo rifugiate in camera come facciamo ad uscire nel cortile per andare a cena, gli altri saranno preoccupati per noi.

Andiamo, la pila il K-way , proviamo???

Davanti alla porta un fiume che con quel buio ignoriamo, quindi ci saltiamo dentro io e la Cristina, l’acqua a mezza gamba, una ciabatta decide di lasciare il mio piede e se ne va via con la corrente, cerco di acchiapparla mentre un fulmine illumina tutto il cielo, le palme le siepi e me…..aggiro correndo la casa e scappo dentro di corsa lasciando una scia di acqua dietro di me.

Si sono accese le luci di emergenza , siamo di nuovo zuppe….manca ancora qualcuno all’appello ma è stato …un vero temporale TROPICALE…..BELLISSIMO!!!

Un saluto a tutti da Lori molto felice!!

Racconto di un’avventura di Valentina e Valeria con la collaborazione di Luciano per la stesura.

Ore 19.30. piove. Manca mezz’ora alla cena e, in caso di ritardo ci aspetta il “cazziatone” con tanto di punizione “lavaggio piatti”. È l’unica mezz’ora libera della giornata per poter raggiungere l’immondo lurido baracchino con la cabina telefonica stile anni ’30 “SDT ISD” (sigla incomprensibile), ma che ci consentiva il collegamento con i nostri cari in Italia. Nonostante la calda pioggia ci accingiamo a raggiungerlo. Il prode Lamberto ci aveva riempito di consigli paternalistici “ma in do vu andae co i kappawei? Bisogna adattarci allo stile indiano: se piove, Ci si bagna, tanto l’è carda!”. Incuranti dei suoi consigli pensiamo bene di fidarci del nostro buon senso e ci incamminiamo con il nostro impermeabile. E fin qui tutto bene. Arrivate al baracchino troviamo la Lori intenta ad osservare curiosa il venditore preparare una foglia con sopra una poltiglia bianca non ben definita “what is this? Cocco?” e l’uomo ridendo sotto i baffi “ yess!” la Lori presa dal dubbio “it need for Energy?” “oh yes” solo in seguito ci venne spiegato da Ivan che era bolo, la droga dei poveri. Intanto esce Cristina alla cabina telefonica in preda a grossi lacrimoni, non sappiamo bene se fossero dovute dal puzzo, dai dolori di pancia e dagli strizzoni oppure dalle emozioni provocate dal sentire i suoi familiari. Se ne vanno raccomandandoci di non fare tardi. Intanto la pioggia iniziava ad aumentare fino a che si tramutò in un vero e proprio TEMPORALE TROPICALE. Mentre Valeria cercava di fare pubblic relation con il venditore (..o spacciatore?) io (Valentina) ero rinchiusa nella asfissiante cabina telefonica, le gocce di pioggia cadevano sulla lamiera del baracchino come sassi di fiume. Io, impegnata nella mia conversazione, non mi accorgevo del turbinio dell’acqua che si stava rovesciando a Palluruthy Vhelly. Ad un certo punto un fragore simile bomba atomica ha scosso la cabina e mi sono resa conto che sarebbe stato il caso di interrompere la chiamata. Staccando mi giro verso Valeria completamente sbiancata. Osserviamo il venditore che, totalmente a suo agio nonostante le gocce d’acqua che cadevano sui fili della corrente provocando un rumore simile a quello della racchetta elettrica ammazza zanzare, chiudeva le saracinesche del baracchino lasciandoci in uno spazio così esiguo che non ci passava neanche un’acciuga. Di colpo un altro fulmine e la luce se ne andò. PANICO. Cercando la torcia che fortunatamente avevamo con noi, illuminiamo il venditore che accende la luce di emergenza. Senza accorgercene ci ritrovammo ostaggi di questo gentil signore il quale, per salvaguardare la nostra incolumità, non ci permetteva di andarcene. Per intrattenere il tempo in questo imbarazzante (e allo stesso tempo pauroso) momento pensiamo bene di assaggiare le patatine al mango verde piccante. Pessima idea. Intanto le 8 erano passate e pensavamo che il cazziatone non ce lo levava nessuno. Così, dopo 10 minuti ci facciamo coraggio, ci incappucciamo nei nostri k-way e ci facciamo alzare la saracinesca, ignare del torrente che ormai invadeva la strada. Dopo il primo passo fuori dal baracchino affondiamo i nostri piedi in 15/20 centimetri di acqua melmosa e, prese da una risata isterica iniziamo a correre come due galline starnazzanti impazzite seguendo un’andatura a zig-zag nel bel mezzo della strada nel tentativo di evitare i fulmini che cadevano come saette illuminando la strada e il cielo con bagliori straordinari. Non sapendo dove camminare il nostro “panico isterico” veniva inoltre incentivato dai clacson dei veicoli che cercavano di percorrere la strada ostacolati dalla nostra presenza. Eravamo derise da tutti gli indiani nei paraggi sia da quelli che camminavano con disinvoltura con l’OMBRELLO (!) sia da quelli che, a riparo lungo le tettoie dei negozi che costeggiavano la strada si godevano beatamente lo spettacolo. Rendendoci conto che arrivare al convento sarebbe stata un’ardua impresa (a meno che l’avessimo affrontata a nuoto) abbiamo intrapreso la saggia decisione di fermare un risciò, impresa più difficile di quello che credevamo. Nessuno voleva fermarsi, tra i risciò dominava il caos. Finalmente un’anima buona impietosita decide di caricarci. A quel punto capimmo che non saremmo morte in India fulminate, non adesso e non così giovani e solo più tardi scoprimmo il perché: le suore preoccupate stavano pregando per noi. La punizione per il ritardo non ci fu assegnata tanta era stata l’apprensione che avevano avuto per noi. Solo Valeria fu “punita” da questa esperienza. Il panico l’aveva talmente scossa che al momento del pagamento del risciò capì fifty anziché fifteen ( e meno male che lei sapeva l’inglese!!) lasciando così ben 35 rupie di mancia al fortunato autista.



IMPRESSIONI DEI VIAGGIATORI SUL SETTLEMENT E SULL'INDIA.. (foto settlement)

“Appena arrivati all’aeroporto di Cochin dopo un lungo e stancante viaggio, la prima sensazione che personalmente ho provato è il senso di tranquillità e felicità nelle facce degli indiani di rientro a casa. Nonostante dovesse ancora uscire il sole, c’era un gran movimento all’interno e soprattutto all’esterno dell’aeroporto, dove, oltre ad un afa pazzesca, che già ci attanagliava, ci siamo imbattuti in una folla infinita di persone in attesa dei propri familiari. Da questa folla ho capito subito che l’India è totalmente un altro mondo rispetto al nostro, vedendo persone con abiti di mille colori, espressioni uniche ed affettuose, tantissimi bambini già svegli che con un solo cenno iniziano a salutarci, come se fossimo persone conosciute. Questo è ciò che ho notato al mio arrivo, in questo paese così indietro, ma allo stesso tempo così avanti rispetto al nostro. (ALESSIO)”.

“Siamo partiti martedì ed è cominciata l’emozione per l’India, appena siamo usciti dall’aeroporto. Il viaggio è stato lungo e stancante, non vedevamo l’ora di dormire, ma il problema maggiore era quello del mangiare:le hostess continuavano a portare cibo, ed indovinate????, arrivati alla missione, ci hanno offerto la colazione. Usciti dall’aeroporto e caricato i bagagli si “respirava” il caos… dei clacson delle macchine e dei motorini. Per strada invece di viaggiare a destra vanno a sinistra e sorpassano sulla destra. UNA PAURA BESTIALE! La sensazione di avere tutte le macchine addosso! Per strada i mega cartelloni pubblicitari accanto alla povertà rappresentavano vestiti firmati che forse la maggior parte della popolazione indiana non se le potrà mai permettere. Le prime sensazioni dell’arrivo sono stati profumi forti, piacevoli e discariche all’aperto. Suor Paola insieme a suor Philomina sorridenti ci salutavano e ci davano il benvenuto. Ci stiamo chiedendo se sono già passati tanti giorni…perché ci sembrano tanti anche se è solo un giorno, quasi due. Pensando al dopo sento già, forse, la mancanza di questo posto, dei sorrisi delle persone e delle cornacchie che ci accompagnano notte e giorno. Dopo la colazione di giovedì e dopo aver preparato le “verdurine” è iniziato il rullo di tamburi suonati dagli studenti della scuola San Dominic School ospitati dalle suore Domenicane. L’accoglienza degli alunni è stata molto forte ed emozionante e sono cascate diverse lacrime di gioia perché l’accoglienza ricevuta è stata indescrivibile. I sorrisi dei bambini e dei canti ci spingevano a fare foto per non scordare mai queste emozioni e capire quanto può essere importante conoscere gli altri. (CRISTINA, PETRA, ANDREA S., RUDY)”

“Nell’India del sud-ovest sono giunta con tanta allegria, ed amore per il prossimo, che spero di portare come dono a coloro che mi aspettano, ai quali voglio dimostrare che l’India non è soltanto metafora di ragione e spiritualità, ma esperienza di vita concreta che ci arricchisce sempre di più

. (DORA)”

“18/11/2010

Secondo giorno in Kerala.

Mattinata stupenda con il saluto delle classi. Mi ha colpito molto andare dai bambini dell’asilo che ci hanno accolti con dei balli meravigliosi, mi hanno fatto commuovere. Poi siamo andati al Settlement a lavorare ed abbiamo sistemato le camerate delle donne: abbiamo dipinto i letti e le pareti con l’aiuto delle donne e degli uomini del Settlement. All’ora di pranzo abbiamo servito il cibo alle donne ricoverate, e mi ha colpito molto vederle tutte in fila ad aspettare che dessimo loro da mangiare. Oggi pomeriggio abbiamo fatto un giro a Fort Cochin, abbiamo preso l’autobus; mi ha colpito molto il fatto che le donne si devono sedere davanti e gli uomini dietro. (DANIELA)”

Impressioni personali anonime:

-Mi ha colpito la loro gioia in situazioni di vita per noi drammatiche.

-La povertà materiale c’è, non lo si può negare, ma la povertà spirituale no… con il loro sorriso stampato in faccia ti trasmettono la sensazione di “unicità”, ti danno tutto con poco. No, spiritualmente sono ricchissimi!!

-in queste situazioni, in queste realtà, il concetto di “aiuto”

Può essere visto sotto varie forme… i soldi sono sicuramente importanti, ma più che donazioni. credo che queste persone abbiano bisogno di un contatto umano che non li faccia sentire esclusi dalla società…

-sono rimasta colpita da tutti i visi… ognuno dei quali trasmetteva emozioni diverse… quello che mi ha colpito maggiormente è stato il ragazzo disabile che non può camminare, che si sposta a “gattoni” con le ginocchiere e i sandali alle mani… era felice di poter cantare, di ricevere visita e sembrava che tutti i problemi in quel momento non esistessero più!

In molti visi ho trovato sguardi vuoti, persi come se la nostra presenza non ci fosse… spero di trasmettere felicità anche a quegli occhi.


17 novembre 2010
Ore 05.30 locali: atterrati all’aeroporto di Cochin.
Ore 07.00: arrivo al Rosary Convent, sistemato le valige nelle stanze, con ritrovo nel piazzale per la cerimonia di benvenuto da parte delle suore e delle aspiranti, che ci hanno deliziato di una bellissima danza indiana.
- La cerimonia di benvenuto è, per gli indiani, un momento importante: siamo stati adornati con una bellissima e profumatissima corona di fiori, ci hanno segnato la fronte con la polvere gialla di sandalo e abbiamo acceso la lampada della sacralità della famiglia. Inizia il nostro soggiorno…
Ore 09-12.30: Dormita rigenerante.
Ore 12.30: Pranzo.
Ore 15.30: visita ed incontro con i pazienti del Settlement.
Ore 19.30: cena e poi a “nanna”

18 novembre 2010
Ore 08.30: colazione
Ore 09.00: accoglienza con festa da parte degli studenti della Sant Domenic School
Ore 10.00: divisione in gruppi di lavoro: un gruppo al Settlement e uno nella scuola.
Ore 13.00: pranzo
Ore 15.30: visita a Fort Cochin
Ore 20.00: cena
Ore …zzz

PS: per la mamma della Silvia siamo arrivati sani e salvi, Silvia mangia e sta bene!

Sensazioni, stati d'animo e aspettative pre-viaggio dei partecipanti...

Il gruppo, si è riunito per definire gli ultimi dettagli riguardanti il prossimo viaggio, che si terrà dal 16 al 29 Novembre 2010. L'avvicinarsi a questa meravigliosa esperienza suscita in ognuno di noi emozioni, sensazioni e stati d'animo differenti... c'è chi è sicuro che sarà un'esperienza positiva, sicuramente bellissima, nonostante sia consapevole della povertà e della miseria che andrà ad affrontare; chi è un preoccupato, forse intimorito dalla realtà che si troverà di fronte, dallo stare a contatto con un ambiente sicuramente molto diverso dal nostro, con un altro mondo... c'è invece chi non si aspetta, o non vuole aspettarsi niente di preciso, che preferisce non riempirsi la testa con pregiudizi, ma arrivare e scoprire via via quello che sarà questo viaggio e ciò che riuscirà a trasmettergli; come una barca che naviga a vista.. quelli sospesi in bilico tra la paura di cadere verso una cosa non ben definita, un posto del quale fino a poco prima non ne conoscevano neppure l’esistenza; e la voglia di volare verso nuove terre e nuovi volti…

Ci sono quelli, che vedono in questo viaggio la possibilità di evadere dalla quotidianità che li opprime, andando a scovare, seppur tra la fame, la miseria e la povertà, una felicità sociale da far invidia al resto del mondo… c’è chi sintetizza questo viaggio con due semplici parole: “solidarietà” e “amicizia”; chi cercava ed ha trovato una possibilità di mettersi alla prova, di misurarsi di fronte ad un’altra condizione di vita; chi è convinto che questa esperienza provocherà in lui un cambiamento interiore e lo porterà ad una conseguente riflessione sulla condizione di vita umana al di fuori della propria realtà; e chi invece è sicuro che si sentirà a casa propria affermando che “la nostra patria è il mondo intero”…

Infine, ci sono quelli che hanno già partecipato negli anni passati a questo viaggio, e che sapendo già a cosa vanno in contro, si soffermano con maggior attenzione sull’importanza che riveste il gruppo in questa esperienza, l’importanza di essere tutti consapevoli di cosa siamo chiamati a fare; ed altri che rassicurano i “nuovi arrivati” dicendo loro che in India scopriranno la vera gioia di vivere che li porterà automaticamente a dare un giusto ordine alle cose importanti della vita…

Non dimentichiamoci dei genitori, i quali parteciperanno da casa all’esperienza dei propri figli. Timorosi del viaggio verso un mondo del tutto sconosciuto, certo, ma sicuri che i propri figli troveranno i veri valori della vita attraverso un bagno di umiltà che saranno portati a fare dopo essere stati a contatto con un certo tipo di realtà… altri, si limitano semplicemente ad augurare buon viaggio, lasciando trasparire una certa invidia per l’opportunità capitata ai figli di poter partecipare a questo viaggio...

Queste sono le sensazioni e le aspettative del gruppo e dei genitori prima del viaggio, che verranno poi confrontate con quelle al ritorno… adesso non ci resta che partire e scoprire cosa questo viaggio ha in serbo per noi!!!

Andrea