Partenza
per l’India inizia il viaggio l’11/11 … arrivo alle 8 di sera….23.30 arrivo a
Cochin.
Alle
7.30 di mattina siamo arrivati in convento dalle suore e ci hanno accolto con
buon pranzo.
Poi
il giorno dopo abbiamo iniziato a lavorare, a imbiancare le case dei poveri.
L’India
mi è rimasta subito una cosa impressionante, il modo in cui vivono il mangiare
non è niente male, hanno solo un difetto mangiano con le mani.
È un
popolo diverso dal nostro e questo mi ha colpito tanto e guidano come gli
inglesi dall’ ambidestra,
hanno grande senso di immaginare le cose che li circondano la vita tipo il
traffico che
è spanso dappertutto.
Nelle
strade hanno tante baracche dove vendono le banane, altri tipi di frutta
esotico.
I
bus che passano nelle prime ore che sono senza vetri e pieni di gente a sedere
e alli piedi e scendono
da una parte sola. Sono veramente strani, perché con la moto vanno senza casco
come a
Napoli. È strano perché fa sempre caldo e la gente ha lo stesso calore, perché
il popolo Indiano sono
olivastra.
La
moneta che vale meno ha come disegno il più grande avvocato della storia che si
chiama Mahtma
Ghandi e Ghandi è stato un grande uomo di pace e ha aiutato tante persone in difficoltà,io
a scuola ho studiato una gran parte di Ghandi e lui aveva un vestito povero e abbracciava
i bambini piccini e poveri, dandogli da mangiare, come ho visitato in questi giorni
al Settlement. Ghandi però è morto di vecchiaia e non di malattia, mi ha dato
un grande dispiacere
perché è stato un grande rivoluzionare.
La
cosa che mi ricorda di Ghandi è che prendeva i bambini poveri e gli davano i
baci e lui rideva
contento. La data di morte risale al lontano 1948.
Nei
soldi c’è la figura di Ghandi. Il popolo indiano ha un difetto canta dalla
mattina alla sera e pregano
il loro dio, che si chiama Vighinav, purtroppo rompono abbastanza le scatole.
La
mia esperienza è molto strana, sorridono dalla mattina alla sera e suonano
dalla mattina alla sera,
con le vetture e le moto e hanno le leggi diverse dalle nostre, in particolare
pagano poco la
terra infatti si vede la sera spengono le luci. C’è una differenza tra loro,
che le donne non si possono
toccare. La loro personalità è molto chiara hanno i capelli corti gli uomini,
le donne invece
hanno il velo di colore chiaro e sono molto più serie. Se le donne con i
capelli lunghi vengono
catturate dai monaci e vengono spogliate e lavate. I bambini piangono dalla
tristezza perché
non ritrovano la mamma, però le madri vengono rilasciate subito, purtroppo i
mariti
devono
pagare una certa cifra, tipo 500 rubini.
È un
popolo che si vogliono un bene e un male, quando si rincontrano hanno l’amore e
nascono altri
bambini, però risuccede sempre la stessa cosa di prima ed è sempre una cosa
continua.
Il
mare che non ho visto è molto pericoloso, ci sono i muninelli purtroppo nel
mare ci pescano e
vendono il pesce. La cosa m’ha colpito è stato che hanno sempre gli sguardi, i
pescatori, e se il pesce
venduto oppure rubato dato via. La laguna è molto chiara e piena di rane, però
le rane non le
pescano tutti i pescatori hanno una follia da mafiosi e dimolto pericolosi.
Quando
siamo tornati in albergo, tutti i giorni si faceva la doccia e il mangiare
cucinato dalle suore
era veramente di una golosità estrema e buona.
Dopo
il secondo giorno abbiamo visitato una città strana, perché gli abitanti si
fanno gli affari con
i soldi e si scambiano le merci, come un baratto.
Cochin
è formata da tanti quartieri e secondo me ha 40 mila abitanti. I quartieri
principali sichiamano Fortcochin, Martanscerin, e quando abbiamo preso il
traghetto ho visto delle belle cose tipo le case che erano li alla riva della
laguna e c’erano degli indiani con la barca a pescare. Quando ci siamo spostati
abbiamo visitato una bellissima chiesa.
La
moneta che vale meno ha come disegno il più grande avvocato della storia che si
chiama Mahtma
Ghandi e Ghandi è stato un grande uomo di pace e ha aiutato tante persone in difficoltà,
io a scuola ho studiato una gran parte di Ghandi e lui aveva un vestito povero
e abbracciava
i bambini piccini e poveri, dandogli da mangiare, come ho visitato in questi giorni
al Settlement. Ghandi però è morto di vecchiaia e non di malattia, mi ha dato
un grande dispiacere
perché è stato un grande rivoluzionare.
La
cosa che mi ricorda di Ghandi è che prendeva i bambini poveri e gli davano i
baci e lui rideva
contento. La data di morte risale al lontano 1948.
Nei
soldi c’è la figura di Ghandi. Il popolo indiano ha un difetto canta dalla
mattina alla sera e pregano
il loro dio, che si chiama Vighinav, purtroppo rompono abbastanza le scatole.
La
mia esperienza è molto strana, sorridono dalla mattina alla sera e suonano
dalla mattina alla sera,
con le vetture e le moto e hanno le leggi diverse dalle nostre, in particolare
pagano poco la
terra infatti si vede la sera spengono le luci. C’è una differenza tra loro,
che le donne non si possono
toccare. La loro personalità è molto chiara hanno i capelli corti gli uomini,
le donne invece
hanno il velo di colore chiaro e sono molto più serie. Se le donne con i
capelli lunghi vengono
catturate dai monaci e vengono spogliate e lavate. I bambini piangono dalla
tristezza perché
non ritrovano la mamma, però le madri vengono rilasciate subito, purtroppo i
mariti devono
pagare una certa cifra, tipo 500 rubini.
È un
popolo che si vogliono un bene e un male, quando si rincontrano hanno l’amore e
nascono altri
bambini, però risuccede sempre la stessa cosa di prima ed è sempre una cosa
continua.
Il
mare che non ho visto è molto pericoloso, ci sono i muninelli purtroppo nel
mare ci pescano e
vendono il pesce. La cosa m’ha colpito è stato che hanno sempre gli sguardi, i
pescatori, e se il pesce
venduto oppure rubato dato via. La laguna è molto chiara e piena di rane, però
le rane non le
pescano tutti i pescatori hanno una follia da mafiosi e dimolto pericolosi.
Quando
siamo tornati in albergo, tutti i giorni si faceva la doccia e il mangiare
cucinato dalle suore
era veramente di una golosità estrema e buona.
Dopo
il secondo giorno abbiamo visitato una città strana, perché gli abitanti si
fanno gli affari con
i soldi e si scambiano le merci, come un baratto.
Cochin
è formata da tanti quartieri e secondo me ha 40 mila abitanti. I quartieri
principali si chiamano
FortCochin, Martanscerin, e quando abbiamo preso il traghetto ho visto delle
belle cose tipo le case che erano li alla riva della laguna e c’erano degli
indiani con la barca a pescare. Quando ci siamo spostati abbiamo visitato una
bellissima chiesa.
Quando
siamo andati a mangiare fuori una metà di noi è rimasta in città invece gli
altri hanno preso l’autobus per tornare. Abbiamo preso il motorisciò una cosa
divertentissima, perché fanno anche gli scambi e trattano il prezzo.
Nel
ristorante dopo siamo andati a mangiare era molto bello con delle belle luci e
dei bei quadri dove c’erano disegnati gli elefanti, poi abbiamo ordinato da
mangiare, il cameriere c’ha portato dei piatti con i ciapati e verdure fritte e
il pollo era veramente buono e piccante. Dopo mangiato abbiamo ballato e ci
siamo divertiti, anche se ho saputo una notizia brutta: il Prato ha perso la
partita contro il Catanzaro.
Nella
città di Cochin i poveri purtroppo vengono presi da dei volontari che hanno una
gip con un bagno, i pochi poveri si rifiutano di lavarsi e fanno di tutto per
non entrare dentro questa cosa; è molto difficile perché mi è rimasto impresso
che quando escono stanno zitti senza dire una parola e si sentono meno sporchi.
Quando entrano dentro fanno di tutto per non lavarsi e fanno anche casino, poi
il volontario una volta catturato lo lava e con le forbici gli fanno la barba,
gli taglia le unghie e dopo passato un’altra volta con l’acqua, quindi, lo
tirano fuori, lo vestono con i vestiti e
non si lamenta di rifiutarsi.
In
india la cosa più bella è quella che ci sono solo bravi i cattivi, secondo me ,
non ci sono . Gli indiani infatti essendo tutti religiosi non fanno i pazzi. Io
credo che non fanno i pazzi poi può essere che alcuni sono poco seri e che ci
sono, ma la loro religione gli impedisce di fare dei colpi di stato.
L’India
è un paese pacifico in tutti i sensi, povero e molto cordiale: che fanno i
bambini? Sono bellissimi, sono straordinari e hanno degli occhi belli e sono
stupendi e affascinanti e sempre più poveri.
Nel
convento abbiamo fatto una partita a pallamano e l’aurora ha vinto 10 a 9, il
giorno dopo invece abbiamo giocato a calcio e gli abbiamo stracciati 6 a 2.
L’Italia è proprio un paese vergognoso, infatti guardando la moneta rupie e
l’euro c’è una cosa diversa, infatti con le rupie si risparmia tipo il
mangiare, pagare il tram, la benzina, i vestiti, telefonare e le sigarette.
Infatti l’India ad essere povera, le cose con la moneta sono pochissimo di
valore, quindi l’India è un paese dove la gente essendo simpatica e generosa si
diventa meglio rispetto a noi italiani. Infatti l’ India ad essere così
dimostra un continente espansivo e utile per il mondo intero, come non lo è in
altri continenti del mondo.
Dopo
alcuni giorni sono stato con il battello in un piccolo convento e ci siamo
messi a sedere e le bambine povere hanno fatto un balletto indiano veramente
ganzo. Dopo prima di arrivare e attraversare la laguna dove c’erano i
pescatori, un mio amico di nome Piero mi ha regalato un vestito indiano, però mi si è strappato e mi
sono dovuto cambiare.
Dopo
una settimana abbiamo preso il treno, ci siamo spostati in un’altra città al
nord di Cochin. La città in cui siamo arrivati si chiama Kolayad, ed eravamo
divisi in due case. Il primo giorno siamo andati a vedere il paese dei
primitivi, detto anche Indivasi, avevano delle case di mattoni e di argilla,
infatti avevano anche una capretta piccola. Gli animali che avevano erano
domestici, tipo mucche e caprette.
Quando
siamo tornati, sulla strada del ritorno, ci siamo fermati in un torrente dove
c’era un serpente piccino verde, dopo avergli fatto le foto io e Piero ci siamo
tuffati dentro e abbiamo fatto un pezzo di strada a piedi fino a casa.
Dopo
arrivati a casa siamo andati a mangiare e dormire. Il secondo giorno abbiamo
visitato un manicomio, verso sera siamo saliti su per la giungla e c’era il
fornaio che faceva il pane, dopo poco siamo risaliti più sopra e c’erano degli
uomini a lavorare e a spaccare le pietre in una cava. Il terzo giorno siamo
andati a vedere un altro manicomio, quando siamo arrivati col bus Madre
Sengemini ci ha parlato di una cosa veramente grandiosa: un uomo indiano che ha
fondato questo manicomio , essendo credente ha avuto una visione della madonna
nella cappella, questo signore aveva sulla parte destra un crocifisso, dopo
pochi istanti il crocifisso è sparito e hanno pregato sia lui che la madonna ed
è successo un miracolo; la madonna gli ha detto: “Vai a lavare i panni nel
fiume con le donne del posto con le tue mani”.
Io
sono rimasto senza parole quando la madonna gli ha detto di andare a lavare i
panni, questo miracolo poi si è ripetuto atre volte. Quando siamo tornati nella
casa delle suore abbiamo fatto le valigie e siamo andati alla stazione a
prendere il treno per tornare a Cochin.
A
Cochin quando ho scritto della partita di pallone non ho fatto la telecronaca:
la formazione dell’incontro era Pollazzi in porta, difesa Enrico, Damiano e Io
e attacco Luigi, Piero, Ivan e la Chiara. E’ stata una bella partita, scambi di
gioco veloci e dopo lo svantaggio sembrava che Piero avesse venduto la parita e
lo abbiamo colto di sorpresa con un coro che era : “Sei venduto”.
Il
secondo tempo è andato meglio l’incontro ed è finito a favore dell’Aurora, il
punteggio è stato 6-2, ci sono stati dei bei goal, in difesa abbiamo retto
bene, i goal gli ha fatti 3 la Chiara 2 Piero e uno il dottore nostro.
L’arbitro non arbitrava bene sembrava venduto, infatti gli ha segnalato un
rigore che non c’era e delle cose fallose di cui non c’ha capito nulla, finendo
la telecronaca di questa partita l’arbitro non fischiava la fine a quel punto
sembrava rubata, ma stringi stringi alla fine ha fischiato. Dopo l’incontro
abbiamo consegnato le maglie del prato ai giocatori ed è finito tutto.
Nel
pallastrada, perché abbiamo fatto anche quello a Cochin, è stato più divertente
che giocare a pallamano e a calcio, infatti quel giorno lì siamo andati al
Setlement dove le persone del posto hanno fatto e disegnato la pallastrada,
dopo di che arrivati lì abbiamo giocato e l’arbitro che si chiama Gran
Bastardo.
Era
veramente divertente giocare con le persone del Setlement sono veramente in
gamba, perché mentre giocavano ridevano, stavano bene, erano contenti e avevano
un sorriso bellissimo. Anche questa è stata una meravigliosa esperienza che
loro essendo diversi da noi siano più bravi, è indimenticabile ricordargli le
nostre cose di guarigione e di sentirsi bene per tutta la vita insieme a tutti
gli altri, sono veramente contento che anche in India esista la pallastrada.
Ricordo tanto tempo fa che con l’aurora facevamo la pallastrada e io ero il
Gran Bastardo e l’ho fatto per parecchi anni. Nel pallastrada indiano il Gran
Bastaro faceva due squadre: le formiche e le piattole, il punteggio è finito a
favore delle piattole.
Il
giorno dopo siamo andati a parlare con il Sindaco di Cochin, a parlare se il
Sindaco accettava di trasferire qualche paziente nel Convent Rosary e questa è
una bellissima cosa. Mentre parlavamo con il Sindaco Fabio, sedendo accanto a
lui, si è presentato come il presidente della pizzeria e lui è rimasto molto
contento, perché ha detto quando verrà in Italia verrà a mangiare una pizza
alla nostra pizzeria “Fuori di Pizza”. Il Sindaco quando siamo usciti dal
Comune ci ha portato con il battello, siamo andati dentro un altro battello e
lì ci siamo divertiti un casino, perché abbiamo ballato e mangiato come dei bufini, dopo di che
abbiamo salutato siamo tornati al Convento.
Il giorno dopo, dopo
aver lavorato il pomeriggio abbiamo coperto di discorsi e di regali i pazienti del Setlement, poi siamo andati al mare e abbiamo fatto il bagno e siamo ritornati al Convento e abbiamo salutato tutti, è stata una grande giornata e mi sono divertito un monte.
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