PENSIERI DELLA SERA by Lori
Oggi è stata una giornata spassosissima, la prima da veri turisti ,abbiamo iniziato con una splendida gita in una House Boath sulla splendida laguna partita Da Ernakulam da dove eravamo arrivati con un’autobus affollatissima. Nonostante fosse nuvoloso e i colori non risaltassero la laguna era bellissima e sono state due ore di vero relax con la musica indiana “a palla” che ci ha accompagnato dall’inizio alla fine. Abbiamo ripreso l’autobus per il Rosary Convent e lì il vero spasso, siamo capitati in un’autobus con un “men driver” che si è intestardito di intraprendere una gara di velocità con un altro bus. Schiacciati come sardine fra 100 donne coloratissime nei loro vestiti noi signore e altrettanto schiacciati nell’altra metà dell’autobus con i maschi i nostri maschi, abbiamo oscillato a destra e sinistra per gli slalom intrapresi da questo scellerato, e abbiamo dato spettacolo con i nostri commenti da bravi italiani a voce alta mentre gli indiani a parte il controllore che sembrava un invasato, stavano tutti zitti zitti e dignitosamente oscillavano a destra e a manca senza fiatare anzi sorridevano e tentennavano le loro testoline nel loro abituale modo di fare.
Questo il primo round, la sera tutti al ristorante indiano a mangiare dopo gli acquisti compulsivi, e anche qui siamo stati l’attrattiva non solo degli indiani ma anche degli altri turisti, e poi a casa con RISHO, ne abbiamo presi 5 e sotto la consueta pioggia serale, c’è stata un ulteriore gara di velocità, con sorpassi, slalom, urli, risatone, un vero spasso!!!
Buonanotte e baci a tutti!!!
LORI
CONSIDERAZIONI VARIE by Sandro
BHAGAVAD GITA CANTO II V.15
E’ COSI’ UN PO’ PER TUTTI NOI, CHE CITROVIAMO IN CONTATTO CON TANTE SITUAZIONI PENOSE E TANTE PERSONE SOFFERENTI, E FACCIAMO UN GRANDE SFORZO PER USCIRE DAL NOSTRO PICCOLO MONDO ABITUALE, MOLTO PROTETTO E PRIVILEGIATO, ALMENO NEGLI ASPETTI MATERIALI, PER CONFRONTARCI CON QUESTA REALTA’ COSI’ DIVERSA E LONTANA.
MA NEGLI ANNI VEDO CHE L’ESPERIENZA MIGLIORA, CHE PERMETTE DI FARE MENO BRUTTE FIGURE, DI CAPIRE MEGLIO QUESTO POPOLO, COSI’ POVERO DI COSE MATERIALI, E RICCO DI POESIA, SENTIMENTI E VITALITA’.
I BAMBINI HANNO UNA CAPACITA’ DI SORRIDERE E DI COMUNICARE, CHE DA NOI HANNO PERSO O STANNO PERDENDO.
LA GENTE SOPPORTA LA POVERTA’, E ANCHE LA MISERIA, CON DIGNITA’ E SPERA COMUNQUE DI POTER MIGLIORARE, NELLA FIDUCIA CHE PER LE PROSSIME GENERAZIONI LA VITA SIA MIGLIORE DI ADESSO. ESATTAMENTE ALL’OPPOSTO DI NOI, CHE CI CHIUDIAMO NELLA PAURA DI PERDERE I NOSTRI PRIVILEGI E VANTAGGI ACQUISITI COL SACRIFICIO DELLE GENERAZIONI CHE CI HANNO PRECEDUTO.
IL PRIMO ANNO CHE ABBIAMO FATTO QUESTA ESPERIENZA SONO RIMASTO SCONVOLTO PER ALCUNI MESI, PUR ESSENDO ABBASTANZA ABITUATO AL CONTATTO CON PERSONE SOFFERENTI E SITUAZIONI DIFFICILI.
UNA DELLE COSE CHE MI AVEVA PIU’ COLPITO ALLORA, ERANO QUEI POVERETTI CHE, CHIUSI PER ANNI NEL SETTLEMENT (MANICOMIO) DI PALLURUTHY, SI INCHINAVANO AL NOSTRO PASSAGGIO, E VENIVANO A BACIARCI I PIEDI.
PER FORTUNA OGGI, ALLA QUARTA ESPERIENZA DI IMPEGNO NEL SETTLEMENT, LE PERSONE INTERNATE, SI RAPPORTANO IN MODO MOLTO DIVERSO, E CERCANO CON NOI UNO SCAMBIO MOLTO PIU’ PARITARIO.
LA COSA CHE MI HA DATO PIU’ PIACERE E COMMOZIONE IN QUESTI GIORNI, E’ STATO IL CANTO DI UN GIOVANE CHE SI CHIAMA (FORSE) GIGAL ED E’ INTERNATO ALMENO DA QUATTRO ANNI. E’ INCAPACE DI USARE GLI ARTI INFERIORI, GRAVEMENTE ATROFIZZATI, E PER SPOSTARSI, PROCEDE A QUATTRO ZAMPE, TRASCINANDOSI DIETRO LE GAMBE. PER NON ROVINARSI LE MANI, USA UNA SPECIE DI CIABATTE FATTE SULLA MISURA DELLE SUE MANI, SULLE QUALI RIESCE A FARSI FORZA E AD AVANZARE NEL SUO DIFFICILE CAMMINO. GLI ABBIAMO REGALATO LE “TABLA”, I DUE TAMBURI TRADIZIONALI DELLA MUSICA INDIANA. ACCOMPAGNANDOSI CON LA TABLA, HA CANTATO IN MODO MERAVIGLIOSO DUE CANTI DI RINGRAZIAMENTO A DIO, CON UNA VOCE ALTA E MOLTO MELODIOSA. E’ STATO UN MOMENTO INDIMENTICABILE.
DOMANI SAREMO IMPEGNATI IN UNA GITA CON ALCUNI INTERNATI IN QUELLA SPECIE DI LAGER. NON SARA PER NIENTE SEMPLICE, MA NON PER I PROBLEMI CON LE PERSONE ALLE QUALI L’INIZIATIVA E’ RIVOLTA, CHE DI SICURO SE LA GODRANNO, IN UN MODO O IN UN ALTRO, MA PER LA COMPLESSITA’ DEI RAPPORTI ISTITUZIONALI. SONO MOLTO CURIOSO DI VEDERE COSA SUCCEDERA’. SARA’ PRESENTE ANCHE IL NUOVO SINDACO DI COCHIN, CHE SONO MOLTO CURIOSO DI CONOSCERE. SPERIAMO SIA ALTRETTANTO BRAVO COME LA SIGNORA CHE LO HA PRECEDUTO, MA HO QUALCHE DUBBIO. SPERO SOLO CHE NON LA FACCIA TROPPO LUNGA, E DIA LA POSSIBILITA’ A QUEI POVERETTI DI USCIRE AL PIU’ PRESTO DAL SETTLEMENT.
VI SALUTO TUTTI,
SANDRO
PARTITA DI CALCIO INTERNAZIONALE
Dopo una lunga ed estenuante attesa, arriva finalmente la partita di calcio tra il nostro gruppo e la squadra rappresentante la St. Dominics School.
IL GRUPPO SECONDO MARTINO
LA COMBRICCOLA DELLE “INDIE”
E CHI SONO?????
LUCIANO : un vero “caporale “ sul cantiere tanto da far rendere al massimo le potenzialità della sua squadra di imbianchini … unico per passione ed amicizia …
ANDREA S. : un vero leone in gabbia! Mai fermo un momento , la mattina al canto di mustafà lui è già partito, cammina cammina … e cammina ma quanto cammina… lodevole la sua capacita autodidatta per diventare un buon fotografo … fermati ogni tanto .
LINDA: di buona forchetta la fanciulla!! La cupola di spaghetti a pranzo non se la fa mai mancare, qualche incomprensione sugli orari indiani, simpatica la risata …
LORI: malarone ??? no grazie!!! Il talento delle figlie infermiere la mette in difficoltà … ma lei non demorde anzi somministra … l’occhio materno è di grande aiuto per il gruppo … basta dimenticare zaini e bagagli LORI!!!!!!!!!!
CRISTINA : Finalmente!!!!! Tuoni fulmini e saette ce l’hanno fatta a massacrare quel dispettoso diavoletto di un virus che ci stava fregando la Tacconi; uscita dall’incubo del water è di nuovo della combriccola, più forte e sorridente di prima …
ALFIO: tutta Cochin ha ormai smascherato la sua frase in codice : “…vado in camera…” indirizzata all’ amico “compagno coop” con il quale andava in missione su nell’attico all’aperto a prendere un po’ d’aria lontano da occhi indiscreti … attento e discreto, riesce a “farsi sentire” nel gruppo …
BETTI : finalmente qualcuno che sa AMARE la scuola … ispirata dal motto “armiamoci e partiamo” dipinge banchi,acquista ed impreziosisce la biblioteca, dispensa utilissimi consigli alle colleghe indiane … tenace e battagliera, sarebbe rimasta con noi …
DANIELA : ci è voluta l’India per vederla lavorare,pennello in mano ha dimostrato di avere grandissimo talento … prima ad alzarsi dal letto la mattina e suonare la carica a tutti …
DORA: mette a disposizione del gruppo tutta la sua passata esperienza indiana, tranquilla e serena … elegantissima quando veste in abito indiano.
SILVIA: peperina la fanciulla della quinta A … non si tira certo indietro quando c’è da fare … spirito dinamico e grintoso … metterà quasi sicuramente a disposizione della Polisportiva Aurora le sue note capacità pallavoliste … evviva!!!!!!
MARCELA : finalmente ha iniziato a mangiare, la cucina indiana non la spaventa più … offesa di tanto in tanto dai dispetti dei suoi due compagni di classe, che la definiscono un po’ permalosa, ma la ritengono dolce e carina … credici …
ANDREA : l’India gli è entrata nel cuore, si muove come in quel di Galceti anzi meglio, riesce a dispensare preziosi consigli a tutti, attende con trepidazione la partita internazionale di calcio per mettere in mostra le sue giocate sopraffine non molto apprezzate in patria..ammirevole e sorprendente la determinazione che ha per il suo futuro nella scuola di recitazione romana … unico difetto quella maglietta a strisce nerazzure che mostra a tutti …
ALESSIO : detto PAOLO per gli amici, grande cuore VIOLA, una rarità di questi tempi. Il bucato è diventato il suo forte ( a differenza dell’amico che da tre giorni ha lasciato i panni sporchi sul lavandino in attesa che passi qualcuno…) è un piacere avere giovani così nella combriccola…non ti sciupare!!!!
LAMBERTO : dopo aver vinto ovunque nei vari Circoli Arci ( e forse anche MCL) pratesi, ha dato sfoggio a partite di “ventuno” di ineguagliabile intensità e valore anche qui in terra straniera … amante incantevole della cucina indiana … spiccano sopra le altre le sue qualità oratorie e teatrali … anima e cuore “allegro” del gruppo.
VALERIA : la più giovane tra i giovani, unica e quindi esemplare rappresentate del famigerato Datini, diventata famosa e contagiosa la sua PSICOSI DA PIDOCCHIO che la costringe a spendere parte dei suoi averi per vari shampi salva-riccioli, inconfondibili le sue colorate canottierine (non sempre gradite) …immancabile.
VALENTINA : che fortuna ! gli è ritoccato per la seconda volta il gran viaggio …ottima la sintonia con Valeria con la quale condivide soprattutto il suo disturbo da parassita, preoccupata soprattutto per le sue originali ed ambite treccine che potrebbero essere un ottimo camper per quegli odiosi animaletti … la sua simpatia si contraddistingue per il suo sempre presente “solare” sorriso.
MARTINO : impossibile non notarlo anche questa volta, instancabile imbianchino volante,sempre pronto con la sua “affettuosa presa di giro”, in notevole difficoltà con i clacson indiani che lo alterano assai… riscopre il fascino dell’India …
PETRA : inconfondibile il suo stile durante le ore di lavoro con i pennelli ed i colori, sfoggia un simpatico ed elegante cappellino che ne fa una vera “gentilfanciulla”… fantastica la sua capacità di tenere a freno il suo “ giovin compagno”.
GIULIANO : e chi l’avrebbe mai detto? Venuto fin qua insieme alla combriccola …Energico ed instancabile nella “turchese” pittura di letti e tavoli .. un po’ meno con “l’ocra” dei muri … ottimo conoscitore del pop italiano da farne uno dei primi vocalist del gruppo …
IVAN : o Ivano o meglio l’ indiano, gran conoscitore di tutto ciò che ci circonda, ci lascia incantati per il racconto di tutte le sue esperienze … artista della telecamera e gradito insegnante della macchina fotografica, sempre a disposizione paziente di tutta la banda … adesso in Italia c’è qualcuno di speciale che lo aspetta, pronto a ripartire con lui per un nuovo “grande viaggio” …
SANDRO : ben arrivato(in nottata) !!! La combriccola aveva bisogno del suo talento artistico…Porterà tranquillità e saggezza a tutti noi …
Pensiero della sera a mezzo fra Lori e Linda
Lori: Oggi siamo stati al Toscana Village siamo entrati dentro la foresta piena di alte palme e zone allagate, sotto la vegetazione si intravedevano le casette più o meno belle ma per la maggior parte diroccate tutte molto umide perché ……
Linda : in questi giorni mangiamo tante bananine… mi chiedo se fanno stitichezza … se in cinque giorni mangi due bananine al giorno , che fanno dieci … secondo te fanno male ? … che ti ridi , devo stare in pensiero ?
Lori : no , avevo solo altri pensieri in questo momento …. Si , in effetti “murano” un po’!
Che “botti” ragazzi!!
Mi piacciono molto i temporali estivi che esplodono all’improvviso con toni e lampi, ma quelli tropicali non li avevo mai visti.
Telefonata a casa….passeggiatina serale e poi torniamo al Rosary Convent con Cristina. Molto bello comincia a piovere ….Niente paura due gocce d’acqua, e calda pure. Qui fa caldo ed è molto umido e stare sotto la pioggia è piacevole.
Sta infittendo, .. il primo tuono .. e ancora più forte .. dobbiamo correre e più, più,..più forte….corri, corri. Cavolo, siamo completamente zuppe!! Corriamo in camera a cambiarci ci aspettano per la cena. Valeria e Valentina sono rimaste là al baracchino del telefono. BOOOOOOM!!! Cavolo che botta.. QUASI UNA BOMBA….MA è IL DILUVIO. Viene come le FUNI , direbbero i nostri vecchi!! BOOOOM e poi STRABOOOM Un fulmine sopra di noi … il boato e poi il BUIO ASSOLUTO: e’ saltata la corrente.
Siamo rifugiate in camera come facciamo ad uscire nel cortile per andare a cena, gli altri saranno preoccupati per noi.
Andiamo, la pila il K-way , proviamo???
Davanti alla porta un fiume che con quel buio ignoriamo, quindi ci saltiamo dentro io e la Cristina, l’acqua a mezza gamba, una ciabatta decide di lasciare il mio piede e se ne va via con la corrente, cerco di acchiapparla mentre un fulmine illumina tutto il cielo, le palme le siepi e me…..aggiro correndo la casa e scappo dentro di corsa lasciando una scia di acqua dietro di me.
Si sono accese le luci di emergenza , siamo di nuovo zuppe….manca ancora qualcuno all’appello ma è stato …un vero temporale TROPICALE…..BELLISSIMO!!!
Un saluto a tutti da Lori molto felice!!
Racconto di un’avventura di Valentina e Valeria con la collaborazione di Luciano per la stesura.
Ore 19.30. piove. Manca mezz’ora alla cena e, in caso di ritardo ci aspetta il “cazziatone” con tanto di punizione “lavaggio piatti”. È l’unica mezz’ora libera della giornata per poter raggiungere l’immondo lurido baracchino con la cabina telefonica stile anni ’30 “SDT ISD” (sigla incomprensibile), ma che ci consentiva il collegamento con i nostri cari in Italia. Nonostante la calda pioggia ci accingiamo a raggiungerlo. Il prode Lamberto ci aveva riempito di consigli paternalistici “ma in do vu andae co i kappawei? Bisogna adattarci allo stile indiano: se piove, Ci si bagna, tanto l’è carda!”. Incuranti dei suoi consigli pensiamo bene di fidarci del nostro buon senso e ci incamminiamo con il nostro impermeabile. E fin qui tutto bene. Arrivate al baracchino troviamo la Lori intenta ad osservare curiosa il venditore preparare una foglia con sopra una poltiglia bianca non ben definita “what is this? Cocco?” e l’uomo ridendo sotto i baffi “ yess!” la Lori presa dal dubbio “it need for Energy?” “oh yes” solo in seguito ci venne spiegato da Ivan che era bolo, la droga dei poveri. Intanto esce Cristina alla cabina telefonica in preda a grossi lacrimoni, non sappiamo bene se fossero dovute dal puzzo, dai dolori di pancia e dagli strizzoni oppure dalle emozioni provocate dal sentire i suoi familiari. Se ne vanno raccomandandoci di non fare tardi. Intanto la pioggia iniziava ad aumentare fino a che si tramutò in un vero e proprio TEMPORALE TROPICALE. Mentre Valeria cercava di fare pubblic relation con il venditore (..o spacciatore?) io (Valentina) ero rinchiusa nella asfissiante cabina telefonica, le gocce di pioggia cadevano sulla lamiera del baracchino come sassi di fiume. Io, impegnata nella mia conversazione, non mi accorgevo del turbinio dell’acqua che si stava rovesciando a Palluruthy Vhelly. Ad un certo punto un fragore simile bomba atomica ha scosso la cabina e mi sono resa conto che sarebbe stato il caso di interrompere la chiamata. Staccando mi giro verso Valeria completamente sbiancata. Osserviamo il venditore che, totalmente a suo agio nonostante le gocce d’acqua che cadevano sui fili della corrente provocando un rumore simile a quello della racchetta elettrica ammazza zanzare, chiudeva le saracinesche del baracchino lasciandoci in uno spazio così esiguo che non ci passava neanche un’acciuga. Di colpo un altro fulmine e la luce se ne andò. PANICO. Cercando la torcia che fortunatamente avevamo con noi, illuminiamo il venditore che accende la luce di emergenza. Senza accorgercene ci ritrovammo ostaggi di questo gentil signore il quale, per salvaguardare la nostra incolumità, non ci permetteva di andarcene. Per intrattenere il tempo in questo imbarazzante (e allo stesso tempo pauroso) momento pensiamo bene di assaggiare le patatine al mango verde piccante. Pessima idea. Intanto le 8 erano passate e pensavamo che il cazziatone non ce lo levava nessuno. Così, dopo 10 minuti ci facciamo coraggio, ci incappucciamo nei nostri k-way e ci facciamo alzare la saracinesca, ignare del torrente che ormai invadeva la strada. Dopo il primo passo fuori dal baracchino affondiamo i nostri piedi in 15/20 centimetri di acqua melmosa e, prese da una risata isterica iniziamo a correre come due galline starnazzanti impazzite seguendo un’andatura a zig-zag nel bel mezzo della strada nel tentativo di evitare i fulmini che cadevano come saette illuminando la strada e il cielo con bagliori straordinari. Non sapendo dove camminare il nostro “panico isterico” veniva inoltre incentivato dai clacson dei veicoli che cercavano di percorrere la strada ostacolati dalla nostra presenza. Eravamo derise da tutti gli indiani nei paraggi sia da quelli che camminavano con disinvoltura con l’OMBRELLO (!) sia da quelli che, a riparo lungo le tettoie dei negozi che costeggiavano la strada si godevano beatamente lo spettacolo. Rendendoci conto che arrivare al convento sarebbe stata un’ardua impresa (a meno che l’avessimo affrontata a nuoto) abbiamo intrapreso la saggia decisione di fermare un risciò, impresa più difficile di quello che credevamo. Nessuno voleva fermarsi, tra i risciò dominava il caos. Finalmente un’anima buona impietosita decide di caricarci. A quel punto capimmo che non saremmo morte in India fulminate, non adesso e non così giovani e solo più tardi scoprimmo il perché: le suore preoccupate stavano pregando per noi. La punizione per il ritardo non ci fu assegnata tanta era stata l’apprensione che avevano avuto per noi. Solo Valeria fu “punita” da questa esperienza. Il panico l’aveva talmente scossa che al momento del pagamento del risciò capì fifty anziché fifteen ( e meno male che lei sapeva l’inglese!!) lasciando così ben 35 rupie di mancia al fortunato autista.
IMPRESSIONI DEI VIAGGIATORI SUL SETTLEMENT E SULL'INDIA.. (foto settlement)
“Appena arrivati all’aeroporto di Cochin dopo un lungo e stancante viaggio, la prima sensazione che personalmente ho provato è il senso di tranquillità e felicità nelle facce degli indiani di rientro a casa. Nonostante dovesse ancora uscire il sole, c’era un gran movimento all’interno e soprattutto all’esterno dell’aeroporto, dove, oltre ad un afa pazzesca, che già ci attanagliava, ci siamo imbattuti in una folla infinita di persone in attesa dei propri familiari. Da questa folla ho capito subito che l’India è totalmente un altro mondo rispetto al nostro, vedendo persone con abiti di mille colori, espressioni uniche ed affettuose, tantissimi bambini già svegli che con un solo cenno iniziano a salutarci, come se fossimo persone conosciute. Questo è ciò che ho notato al mio arrivo, in questo paese così indietro, ma allo stesso tempo così avanti rispetto al nostro. (ALESSIO)”.
“Siamo partiti martedì ed è cominciata l’emozione per l’India, appena siamo usciti dall’aeroporto. Il viaggio è stato lungo e stancante, non vedevamo l’ora di dormire, ma il problema maggiore era quello del mangiare:le hostess continuavano a portare cibo, ed indovinate????, arrivati alla missione, ci hanno offerto la colazione. Usciti dall’aeroporto e caricato i bagagli si “respirava” il caos… dei clacson delle macchine e dei motorini. Per strada invece di viaggiare a destra vanno a sinistra e sorpassano sulla destra. UNA PAURA BESTIALE! La sensazione di avere tutte le macchine addosso! Per strada i mega cartelloni pubblicitari accanto alla povertà rappresentavano vestiti firmati che forse la maggior parte della popolazione indiana non se le potrà mai permettere. Le prime sensazioni dell’arrivo sono stati profumi forti, piacevoli e discariche all’aperto. Suor Paola insieme a suor Philomina sorridenti ci salutavano e ci davano il benvenuto. Ci stiamo chiedendo se sono già passati tanti giorni…perché ci sembrano tanti anche se è solo un giorno, quasi due. Pensando al dopo sento già, forse, la mancanza di questo posto, dei sorrisi delle persone e delle cornacchie che ci accompagnano notte e giorno. Dopo la colazione di giovedì e dopo aver preparato le “verdurine” è iniziato il rullo di tamburi suonati dagli studenti della scuola San Dominic School ospitati dalle suore Domenicane. L’accoglienza degli alunni è stata molto forte ed emozionante e sono cascate diverse lacrime di gioia perché l’accoglienza ricevuta è stata indescrivibile. I sorrisi dei bambini e dei canti ci spingevano a fare foto per non scordare mai queste emozioni e capire quanto può essere importante conoscere gli altri. (CRISTINA, PETRA, ANDREA S., RUDY)”
“Nell’India del sud-ovest sono giunta con tanta allegria, ed amore per il prossimo, che spero di portare come dono a coloro che mi aspettano, ai quali voglio dimostrare che l’India non è soltanto metafora di ragione e spiritualità, ma esperienza di vita concreta che ci arricchisce sempre di più
. (DORA)”
“18/11/2010
Secondo giorno in Kerala.
Mattinata stupenda con il saluto delle classi. Mi ha colpito molto andare dai bambini dell’asilo che ci hanno accolti con dei balli meravigliosi, mi hanno fatto commuovere. Poi siamo andati al Settlement a lavorare ed abbiamo sistemato le camerate delle donne: abbiamo dipinto i letti e le pareti con l’aiuto delle donne e degli uomini del Settlement. All’ora di pranzo abbiamo servito il cibo alle donne ricoverate, e mi ha colpito molto vederle tutte in fila ad aspettare che dessimo loro da mangiare. Oggi pomeriggio abbiamo fatto un giro a Fort Cochin, abbiamo preso l’autobus; mi ha colpito molto il fatto che le donne si devono sedere davanti e gli uomini dietro. (DANIELA)”
Impressioni personali anonime:
-Mi ha colpito la loro gioia in situazioni di vita per noi drammatiche.
-La povertà materiale c’è, non lo si può negare, ma la povertà spirituale no… con il loro sorriso stampato in faccia ti trasmettono la sensazione di “unicità”, ti danno tutto con poco. No, spiritualmente sono ricchissimi!!
-in queste situazioni, in queste realtà, il concetto di “aiuto”
Può essere visto sotto varie forme… i soldi sono sicuramente importanti, ma più che donazioni. credo che queste persone abbiano bisogno di un contatto umano che non li faccia sentire esclusi dalla società…
-sono rimasta colpita da tutti i visi… ognuno dei quali trasmetteva emozioni diverse… quello che mi ha colpito maggiormente è stato il ragazzo disabile che non può camminare, che si sposta a “gattoni” con le ginocchiere e i sandali alle mani… era felice di poter cantare, di ricevere visita e sembrava che tutti i problemi in quel momento non esistessero più!
In molti visi ho trovato sguardi vuoti, persi come se la nostra presenza non ci fosse… spero di trasmettere felicità anche a quegli occhi.