Arabella 25/11/2011



Alla partenza da Prato non ero del tutto cosciente di intraprendere un lungo viaggio, ma credevo di andare dietro l'angolo. All'arrivo invece ho avuto la sensazione di essere sempre stata qui ; mi sono sentita subito in sintonia con l'ambiente. Il calore che sto ricevendo da queste persone, sto cercando di restituirlo con tutta me stessa. Sorrisi, gesti di ringraziamento, gentilezza, questo mi rende forte, ma allo stesso tempo mi rendo conto della triste situazione. Mi sono chiesta cosa pensano realmente queste persone; avrei voluto passare una giornata con una bambina, un giorno con una ragazza e uno con un adulta per capire veramente fino in fondo i loro usi e costumi. Mi piacerebbe fare di più per queste persone, soprattutto del manicomio, ma ci sono dei limiti e credo che le cose vadano fatte per grado. Comunque ho parlato della nostra associazione di soli utenti in Italia perchè voglio far comprendere che come ce l'abbiamo fatta noi, possono riuscirci anche loro ad avere dignità e ad evitare le caste e l'emarginazione. Noi stiamo aiutandoli a stare bene dentro il settlement, ma questo sembra assurdo perchè non dovrebbero stare lì , ma a casa o nelle case famiglia, anche se per loro poter avere un refettorio dove mangiare guardandosi negli occhi ad un tavolo è già molto. Purtroppo per poter fare delle case famiglia ci vogliono risorse economiche, come per vivere in casa con i familiari,così a volte mi sento impotente, ma nonostante tutto sono contenta di aiutare nel mio piccolo... SALUTO LE MIE CARE AMICHE DORA, ELISA, NADIA, ILARIA e BENEDETTA..UN BACIO..VI VOGLIO BENE!

2 commenti:

  1. E' vero Ara, a noi sembra veramente assurda la loro condizione e ci fa pensare a quanto siamo fortunati..un abbraccio ci vediamo a Prato..
    Nadia

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  2. ciao a tutti vedo che state facendo delle belle esperienze!!!! noi vi pensiamo spesso salutoni zaira

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